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> Home > Sezione Chiese Orientali Ortodosse > San Giona (Ivan Andreevich Sankov) Condividi su Facebook Twitter

San Giona (Ivan Andreevich Sankov) Monaco e martire

(Chiese Orientali)

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20 luglio 1873 - 4 luglio 1938


Il martire Iona (al secolo Ivan Andreevich Sankov) nasce il 20 luglio 1973 nel villaggio Solchino nel governatorato di Rjazan’ (ora provincia di Mosca) paese natale della madre che, dopo breve tempo, si ricongiunge con il marito che lavora a Mosca. Nel 1884 la mamma di Ivan si ammala gravemente e, su consiglio dei medici, si trasferisce a Solchino. Dopo due anni la madre muore e Ivan ritorna dal padre e lavora nella sua azienda. A venti anni. Svelando un desiderio segreto che lo accompagnava fin dai primi anni della fanciullezza, chiede al padre di potersi ritirare sul monte Athos in Grecia ed entrare nel monastero di S. Panteleimon dove vivevano i monaci provenienti dalla Russia. Qui completa la sua istruzione, viene consacrato monaco con il nome di Iona e ordinato sacerdote.
Il 1 marzo 1914 viene destinato al monastero di Costantinopoli succursale del monastero di S. Panteleimon dell’Athos. Vi rimane per pochi mesi perche allo scoppio della guerra della Turchia contro la Russia nel luglio dello stesso anno tutti i cittadini russi sono costretti a ritornare in patria. Padre Iona si stabilisce nel monastero succursale del monastero di S. Panteleimon ad Odessa. Qui rimane fino a quando le autorità comuniste nel 1923 decidono di sopprimere il monastero. Sempre in Odessa padre Iona passa a svolgere il suo ministero sacerdotale nella chiesa dell’Annunciazione finché, anche a questa chiesa, nel 1927 tocca la stessa sorte del monastero. Padre Iona si ritira nella chiesa del cimitero di Odessa; almeno i morti li rispetteranno! Pensa ingenuamente padre Iona. Nel 1930 i comunisti la pensano diversamente; anche i morti restano senza chiesa. Non resta che ritornare in patria, vicino al paese natio, al villaggio Alpat’evo. Qui rimarrà fino al suo arresto
Con l’infuriare della persecuzione nel 1937 le speranze di poter svolgere in pace il proprio ministero sacerdotale si affievoliscono di giorno in giorno. Secondo il rito comunista si ingaggiano prima di tutto i falsi testimoni che denunciano il prete per aver detto fra la gente che il raccolto dell’anno precedente era stato scarso a causa del regime comunista. Per arrestare padre Iona il materiale è più che sufficiente. Avviene il 24 febbraio 1938. Segue la solita farsa del processo di cui disponiamo gli atti originali. Omettiamo di tradurli per non annoiare il lettore.
Il 7 giugno 1918 il tribunale della Trojka condanna padre Iona alla pena capitale. Il 4 luglio 1938 il monaco Iona Sankov viene fucilato nel poligono di Butovo (Mosca) e sepolto in fossa comune.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-08

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