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San Basilio Maksimov Sacerdote e martire

(Chiese Orientali)

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28 gennaio 1887 - 23 settembre 1937


Il martire Vasilij Maksimov nasce il 28 gennaio 1887 nel villaggio Babka, governatorato di Voronezh, da una famiglia povera di contadini. Il vescovo diocesano, visitando la parrocchia di Babka si accorge che il giovane ministrante (Vasilij ha da poco compiuto i quattordici anni) è particolarmente attento, vivo e curioso. Su due piedi gli propone di accoglierlo nel seminario diocesano a proprie spese. Vasilij accetta la proposta e nel 1914 viene ordinato sacerdote dopo essersi sposato con Julija Konev, una giovane ventenne figlia di un sacerdote. Nel 1923 padre Vasilij si trasferisce nella provincia di Mosca e gli viene affidata la parrocchia del martire S. Nikita nel villaggio Kabanovo. I tempi sono duri, come del resto in tutta l’Unione Sovietica, i parrocchiani raccomandano al loro sacerdote di essere prudente, ma egli si ostina a predicare in ogni celebrazione liturgica, cosa giudicata come eccesso di zelo indebito. I comunisti non si stancano di invitare padre Vasilij a deporre l’abito sacerdotale e gli assicurano, data la stupenda voce del prete, un posto come cantante al teatro Bolsoj di Mosca. Padre Vasilij non è disposto a cedere a nessuna lusinga.
Nel 1927 muore improvvisamente la moglie Julija all’età di trentadue anni non ancora compiuti. Padre Vasilij resta con tre figli, l’ultimo dei quali Nikola ha meno di due anni. “I fedeli mi amano - scrive padre Vasilij al fratello - e non mi lasciano mancare nulla, ed io dono tutte le mie forze per il loro bene”. Quando, anche per l’eccessivi lavoro, padre Alessio si ammala di tubercolosi e sembrava che la sua vita fosse sospesa ad un filo, i parrocchiani si assumano il compito di badare ai suoi figli con tale amore e attenzione che il padre non sa come contraccambiare a tanto affetto. Un po’ meno affettuosi sono i compagni che pensano bene di consolare il prete ammalato elevando le tasse a 350 rubli. Lui dispone soltanto di 55 rubli. Per il resto ci pensano i fedeli. Anche in queste condizioni padre Aleksij scrive al fratello: “Sono molto stanco, ma sono contento. A salvarmi dalla morte è stato l’amore dei fedeli”.
Giunge l’anno 1937 e padre Aleksij si prepara ad essere arrestato. Nei villaggi vicini le chiese sono state chiuse e i sacerdoti rinchiusi assieme ai delinquenti comuni. Nella notte dal 22 al 23 agosto 1937 padre Vasilij è arrestato, imprigionato accusato, interrogato e condannato secondo i soliti riti della trojka. I comunisti, come il male, sono noiosamente ripetitivi. Il 23 settembre 1937 padre Vasilij viene fucilato nel poligono di Butovo (alla periferia di Mosca) e sepolto in sconosciuta fossa comune.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-14

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