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Servo di Dio Antoine Clavel Sacerdote e martire

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Craponne-sur-Arzon, Francia, 26 gennaio 1734 Le Puy-en-Velay, Francia, 20 giugno 1794

Antoine Clavel nacque il 26 gennaio 1734 a Craponne-sur-Arzon, nella regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Dopo gli studi di Teologia e l’ordinazione sacerdotale, fu nominato vicario della sua parrocchia natale, poi a Saint-Georges-l’-Agricol, vicina a Craponne, poi tornò lì come vicario parrocchiale e missionario itinerante. Rifiutatosi di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero, continuò a esercitare il ministero sacerdotale, ma di giorno evitava di comparire in paese. Il 18 giugno 1794 fu arrestato in casa di suo fratello Jean Baptiste e di sua cognata Catherine. L’indomani vennero condannati a morte: lui per non aver rispettato la legge che obbligava i sacerdoti al giuramento, gli altri per averlo ospitato. La sentenza fu eseguita alcune ore più tardi, quando era ormai il 20 giugno. Il 7 agosto 2019 la diocesi di Le Puy-en-Velay aprì il processo diocesano sul presunto martirio di ventiquattro suoi fedeli, compresi l’abbé Jean Baptiste e i coniugi Clavel, uccisi durante il periodo del Grande Terrore della Rivoluzione francese.



Antoine Clavel nacque il 26 gennaio 1734 a Craponne-sur-Arzon, nella regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Fu battezzato il giorno dopo la nascita nella chiesa parrocchiale del suo paese.
Dopo gli studi di Teologia e l’ordinazione sacerdotale, fu nominato vicario della sua parrocchia natale, poi a Saint-Georges-l’-Agricol, vicina a Craponne, poi tornò lì come vicario parrocchiale e missionario itinerante.
Dopo aver rifiutato di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero, continuò a esercitare il ministero sacerdotale, ma di giorno evitava di comparire nella cittadina di Craponne; si nascondeva, invece, nei boschi e nelle fattorie vicine, che conosceva bene.
Fu denunciato dopo essersi rifugiato nella casa della sua famiglia. Il 18 giugno 1794, la Guardia azionale circondò l’abitazione e mise agli arresti l’abbé Antoine, suo fratello Jean Baptiste, sua cognata Catherine, un loro domestico e un’altra persona che si trovava lì di passaggio.
Col fratello e la cognata, venne condotto a Le Puy-en-Velay. Il 19 giugno vennero giudicati e condannati a morte: il sacerdote, per non aver rispettato la legge che obbligava i sacerdoti al giuramento; i due sposi, invece, per aver ospitato un prete “refrattario”, com’erano definiti quelli che rifiutavano di giurare sulla Costituzione civile del clero. La sentenza fu eseguita alcune ore più tardi, quando era ormai il 20 giugno.
Il 7 agosto 2019 la diocesi di Le Puy-en-Velay aprì il processo diocesano sul presunto martirio di ventiquattro suoi fedeli, compresi l’abbé Jean Baptiste e i coniugi Clavel, uccisi durante il periodo del Grande Terrore della Rivoluzione francese.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2020-07-14

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