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> Home > Sezione Servi di Dio > Servi di Dio Consilio Pistocchi e Bruna Buratti Condividi su Facebook Twitter

Servi di Dio Consilio Pistocchi e Bruna Buratti Sposi

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Consilio: 23 aprile 1937 - 19 settembre 2012
Bruna: 1 giugno 1945 - 9 novembre 2010

Consilio Pistocchi, già diacono nella parrocchia di Martorano, insieme alla moglie Bruna ha condotto una vita di fede a servizio della parrocchia e di chi viveva situazioni di fragilità e abbandono. Negli anni, sono stati genitori affidatari di una ventina di bambini, in collaborazione con gli enti pubblici e la Comunità Papa Giovanni XIII. Nel 2001 hanno fondato Casa Betania, a servizio di donne sole in situazioni di emergenza. Il 23 giugno 2020 è stato aperto il processo di beatificazione della coppia.



Il 23 giugno 2020, il vescovo di Cesena mons. Douglas Regattieri ha dato inizio al processo di beatificazione di Bruna Buratti e del marito Consilio Pistocchi, diacono. Ho avuto la grazia di conoscerli personalmente quando, periodicamente, tornavo dalla Sierra Leone. Andavo a trovarli nella loro modesta casa a Martorano. Erano molto generosi. Mi hanno sempre aiutato per il recupero dei bambini soldato e per la costruzione di una chiesa in un villaggio della diocesi di Makeni.
A Martorano la loro testimonianza di vita cristiana e di amore verso i più bisognosi non sfuggiva a nessuno. Erano una coppia di sposi con un cuor solo e un'anima sola. Spero che la loro testimonianza venga presto proposta a tutti come modello di vita cristiana. Don Mario Morigi ci aiuta a conoscerli ancora meglio.
Bruna Buratti nasce a Martorano (FC) il 1° giugno 1945, terza sorella di una famiglia di artigiani. La mamma muore quando Bruna aveva appena 20 mesi d’età. Questo fatto segna l’infanzia e anche la vita di Bruna. Da più adulta studia e consegue il diploma di ragioneria con voti brillanti. Nei primi anni ’70 è colpita da un tumore. È curata lungamente a Milano con la cobaltoterapia che le lascia segni permanenti di una certa debilitazione.
Vive una vita familiare in ottima intesa con il marito Consilio. Riservata, riflessiva, contenuta nella sua conversazione. Era assai acuta nel vedere, capire, leggere e seguire le vicende della vita e delle persone. A motivo della terapia antitumorale non le è stato possibile avere figli. Sviluppa una forte dedizione verso i poveri e i bisognosi di ogni tipo. Lavora per un decennio alla Caritas diocesana. Sempre di più, anche in campo pastorale, mette in luce una spiccata capacità di giudizio nell’avvicinamento e nel consiglio alle persone. Un indomito senso della giustizia la induceva a non tollerare che i più poveri e impreparati venissero trattati con abusi e prepotenze o ignorati. In questi casi, interveniva con modi rispettosi, ma con combattiva franchezza presso ogni autorità o operatore sociale.
Più tardi, si occupa con il marito Consilio, di una casa della carità parrocchiale, attrezzata per accogliere donne italiane o straniere in situazioni di emergenza. Varie le occasioni di collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi. Si apre con intensa dedizione e matura maternità all’affido temporaneo di minori senza famiglia o in situazione di grave disagio, in collaborazione con l’ente pubblico e la Comunità Papa Giovanni. Non mancavano mai l’Eucaristia quotidiana, la lettura della Sacra Scrittura, spesso nella forma della lectio, condivisa con il marito. Era molto regolare la direzione spirituale e il sacramento della riconciliazione. Buono il suo rapporto con le persone della parrocchia, con le badanti, con le donne straniere un po’ smarrite. Ospitava un povero a pranzo ogni domenica e altre emergenze improvvise, quando bussavano alla sua casa.
Il senso della carità la dominava e si apriva alla disponibilità, in sincera unità con il marito. Si interessa attivamente del gruppo delle famiglie in parrocchia. Circa due anni prima della morte compare un nuovo tumore in sede polmonare. Iniziano i ricoveri e le terapie a Cesena. Il rientro a casa è a intervalli. Bruna muore il 9 novembre 2010 all’ospedale di Cesena, mentre il marito è impegnato al Centro Tumori di Meldola per la sua prima chemioterapia.
Alla messa esequiale si alternano commozione, folla ed espressioni di stima. Nella chiesa parrocchiale di Martorano, è presente un folto gruppo di extracomunitari, arrivati per un saluto affettuoso a Bruna e, forse, per un gesto grato a Consilio.
Consilio Pistocchi nasce a Polenta di Bertinoro il 23 aprile 1937, in una numerosa famiglia di contadini, da babbo Giuseppe e dalla mamma Maria Gardini. Nel maggio 1942, con l’intera famiglia, si trasferisce a Gattolino per coltivare poderi più grandi e là frequenta la scuola elementare.
Poco dopo, nel 1943, nasce il fratellino Sergio (Giuliano) e nel febbraio del 1944 muore il babbo per una polmonite. Per questo, ragazzino, Consilio affronta il duro lavoro dei campi per aiutare i familiari, sostituendosi alle braccia paterne. Alcuni anni dopo, nel 1958, insieme alla mamma e al fratello, si trasferisce a Villa Chiaviche, in una casa molto modesta. Poiché da adulto Consilio vorrebbe fare il saldatore, frequenta un corso serale di formazione, concluso con ottimi risultati, svolgendo, nel frattempo, lavori stagionali, all’Arrigoni, come potatore… Nel 1962 viene assunto come saldatore presso la ditta SACIM, che costruisce e ripara autobotti.
L’anno successivo, il 1° maggio 1965, i due si sposano nella chiesa di Martorano, parrocchia della sposa. Abitano nella casa di Villa Chiaviche fino al 1971, per poi trasferirsi definitivamente a Martorano.
Consilio si inserisce subito nella vita della parrocchia, vivendo intensamente la sua vita spirituale, con un’assidua partecipazione ai sacramenti. Gesù in tutto: nella preghiera, nella direzione spirituale, nella celebrazione del sacramento della riconciliazione, nell’Eucaristia quotidiana, nella lectio divina, nella testimonianza cristiana sul luogo del lavoro.
Dopo un percorso di formazione, il 21 settembre 1996, Consilio è ordinato diacono in Cattedrale dal vescovo Lino Garavaglia, ricevendo il compito di svolgere il ministero nella sua parrocchia e in quelle della sua zona pastorale. Il suo carattere sereno, lieto, accogliente e rassicurante gli dona immediata capacità di mettersi in relazione con le persone. Tutto ciò gli è di grande aiuto nel ministero diaconale. Il suo incontro con i malati suscita stupore in tante famiglie. Persone di antica ostilità alla Chiesa lo accolgono con squisita amabilità. Il patto è questo: Consilio va nel ministero e Bruna rimane a casa e prega, perché Gesù possa operare.
A questo, si aggiunge il grande impegno nell’accogliere in affido bimbi bisognosi, nell’aiutare badanti e stranieri immigrati, fino ad aprire e gestire insieme a Bruna una casa della carità in parrocchia, “Casa Betania”. Dopo una breve, progressiva malattia, Consilio muore il 19 settembre 2012, quasi due anni dopo la sua Bruna.


Autore:
Mario Morigi


Fonte:
www.saveriani.it

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Aggiunto/modificato il 2021-03-11

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