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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Domenica Crocifissa (Nina) Lolli Condividi su Facebook Twitter

Serva di Dio Domenica Crocifissa (Nina) Lolli Terziaria francescana

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San Donaci, Brindisi, 14 settembre 1911 - 27 settembre 2006

Domenica Crocifissa Lolli, conosciuta a San Donaci come Mamma Nina, è stata una donna che ha dedicato la propria vita al prossimo. Il 28 dicembre 2018, nella Chiesa S. Maria Assunta di San Donaci (BR) si è insediato il Tribunale per la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù, fama di santità e segni della Serva di Dio.



Domenica Crocifissa “Nina” Lolli nasce a San Donaci (BR) il 14 settembre 1911 da Salvatore e Vincenza De Mitri.
Vive il calore di una famiglia dalle profonde radici cristiane insieme ad altri nove fratelli.
Il 15 dicembre 1921, a soli 10 anni, rimane orfana della mamma e di lei si prendono cura il papà, le sorelle maggiori e i fratelli.
Nella sua giovinezza sente parlare spesso di San Francesco d’Assisi e rimane colpita dal suo esempio di povertà, di semplicità e di servizio verso gli ultimi.
Dedita al ricamo, prepara il suo corredo in vista di un eventuale matrimonio.
In seguito ad una grave malattia e durante un periodo di grande sofferenza, si sente chiamata a rinunciare al mondo e ad offrire la sua vita agli altri, alla sequela del poverello di Assisi.
Da allora rinuncia anche al proprio corredo e si dedica solo a ricami sacri, meravigliosi ricami anche in oro, alcuni dei quali esistono ancora a Pompei (NA). Capodrise (CE), nella Basilica di Ara Coeli e nel Convento delle Suore Bonaerensi di San Giuseppe a Roma, nel Convento di San Giovanni Rotondo, nella Parrocchia Santa Maria Assunta di San Donaci e in tante casa di persone che da Milano, Scafati (SA), Marcianise (CE), Castellammare di Stabia (NA), Noicattaro (BA), Triggiano (BA), Fasano (BR), Francavilla Fontana (BR) e dai paesi nelle vicinanze di San Donaci andavano a trovarla e alle quali lei donava i suoi ricami.
Nel 1931, decide di entrare nel Terz’Ordine Francescano e di vivere la sua consacrazione a Dio tra le mura domestiche, seguendo il consiglio del suo padre spirituale.
Un anno dopo inizia l’anno di noviziato nel T.O.F. e il 28 dicembre 1935, con la Professione Solenne, pronuncia il suo “Si” deciso, gioioso e definitivo a Dio.
Nel silenzio della sua povera e semplice casa dedica tante ore, sia di notte che di giorno, all’arte del ricamo, tra la preghiera personale e la sempre pronta disponibilità ad accogliere chiunque abbia bisogno del suo aiuto.
Il 4 febbraio 1948, all’età di 37 anni, viene chiamata a guidare la “Congregazione” del Terz’Ordine Francescano di San Donaci.  L’incondizionato amore per il prossimo e la particolare attenzione verso le mamme in difficoltà nel crescere i propri figli, soprattutto gli orfani di guerra, attira altre giovani donne a seguire il suo esempio.
La sua è ormai una vita immersa nella preghiera, nella gioia, nella contemplazione e nel servizio.
Per tutta la vita “si offre vittima per i Sacerdoti”, per le mamme che non possono avere figli e per tanti casi bisognosi e difficili.
Il 27 Settembre 2008, nel secondo anniversario della morte, presso il Convento dei Frati Minori di Soleto, durante la novena in preparazione alla festa del Padre San Francesco, è stato presentato ufficialmente il video sulla vita di Nina Lolli: “ Una vita spesa per gli altri” elaborato nella terra dove Mamma Nina si recava spesso per vivere momenti di alta spiritualità Mariana e Francescana, tra Napoli e Caserta, tra il Santuario di Pompei e la Casa del venerabile Gaglione. Il video realizzato da un seminarista della Diocesi di Acerra, Giuseppe De Rosa, con la collaborazione di Fra Giancarlo Greco, ultimo confessore e padre spirituale di Nina Lolli, ricalca il cammino francescano della Poverella di Dio, come tanti la chiamavano o come si definiva lei in qualche biglietto augurale.
Il video mette a confronto due grandi amori di Nina Lolli, sicuramente coltivati nella spiritualità francescana: l’amore per l’incarnazione del Figlio di Dio e quello verso la passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

L’amore per l’incarnazione
Tante le opere di carità da lei compiute, sempre nel massimo silenzio e nella più grande riservatezza, perché, come si legge ancora oggi, entrando nell’ambiente ove è stata ricostruita la sua camera da letto, e come lei stessa usava ripetere: “Il rumore non fa bene, il bene non fa rumore”.
Innamorata di Maria, Madre di Gesù, propaga la devozione al Santo Rosario e, da pellegrina, si reca spesso al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per affidare a Maria Santissima tutte le intenzioni custodite nel suo cuore, ma anche per sostenere, con i suoi gesti di carità, l’Opera del Beato Bartolo Longo e i giovani in cammino verso il Sacerdozio.
Per “mamma” Nina grande era l’amore per i sacerdoti. Nel Sacerdote, ella vede Gesù e grazie al Sacerdote, riceve Gesù.
Negli anni della seconda guerra mondiale si reca spesso da Padre Pio e diviene sua figlia spirituale.
A Capodrise (CE) incontra Nicolina GAGLIONE, sorella di Giacomo (ora venerabile) con la quale instaura un intenso rapporto spirituale.   
Nicolina custodisce nella sua casa la statuina di “Gesù Piccolino”, al quale “mamma” Nina si rivolge, da umile discepola, con devoto affetto, implorando grazie e intercedendo per quanti le chiedono aiuto.
La vita di questa semplice donna incrocia per decenni anche Fra’ Giuseppe Ghezzi (oggi venerabile) che, andando di casa in casa, con la sua bisaccia, ad annunciare il Vangelo della Carità, si ritrova a bussare anche alle porte della giovane Nina, che lo definisce spesso “il frate Santo”.

L’amore per la Passione del Figlio di Dio
A San Donaci, Nina lascia una testimonianza tangibile della sua devozione a Maria, facendo dono della Statuina di Santa Maria Bambina (proveniente da Milano) alla sua Chiesa parrocchiale.
Col passare degli anni, lo stato di salute di “mamma” Nina peggiora sempre di più.
Ormai allettata, nell’impossibilità di recarsi di persona al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, nell’ottobre 2003, riceve, nella sua modesta dimora, la visita del frate cappuccino Mons. Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo Prelato di Pompei (oggi Servo di Dio).
Nel 2006, a pochi mesi dalla sua morte, viene visitata dalle Suore di Gesù Eucarestia e dei poveri di Capodrise, che le portano la statuina di “Gesù Piccolino”.
Gli ultimi mesi della sua vita, ormai quasi completamente cieca, trascorre gran parte della giornata con gli occhi chiusi e sempre in profonda preghiera. Negli ultimi tempi, si aggiunge anche l’inappetenza: ormai si nutre pochissimo, finché all’alba del 27 settembre 2006, alle quattro del mattino, spira dolcemente, tornando alla casa del Padre Celeste, circondata dall’affetto delle persone a lei vicine.
“Mamma” Nina se ne va in punta di piedi, in silenzio, nel silenzio della notte, proprio come in silenzio aveva scelto di vivere.
E’ stata un esempio luminoso di vita evangelica vissuta nella consapevolezza di realizzare il progetto che Dio aveva pensato per lei.
Il 4 marzo 2018 S.E.  Mons. Domenico Caliandro, Arcivescovo della Diocesi Brindisi– Ostuni nomina il Rev.do Padre Massimiliano Noviello OFMCap. legittimo Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Domenica Crocifissa “Nina” Lolli, terziaria francescana.   
Il 14 settembre 2018 la Congregazione delle Cause dei Santi emette apposito Decreto di Nulla Osta all’apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Domenica Crocifissa “Nina” Lolli.
Il 28 dicembre 2018, nella Chiesa S. Maria Assunta di San Donaci (BR) si insedia il Tribunale per la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù, fama di santità e segni della Serva di Dio.


Fonte:
www.amicidimammanina.it

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Aggiunto/modificato il 2021-02-13

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