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Giuseppe Dalla Torre Laico

Testimoni

1943 - 2021


La vita e la carriera professionale
Nato a Roma nel 1943 da una famiglia di antiche origini trevigiane trasferitasi nella capitale, si è laureato in Giurisprudenza nel 1967 alla Sapienza Università di Roma e, nel 1968, in Diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Ha svolto i primi incarichi di docenza nelle Università di Modena e di Bologna, come professore ordinario di Diritto Ecclesiastico e Canonico e docente di Costituzionale. Trasferitosi nel 1991 a Roma è stato nominato rettore della Lumsa, incarico che ha ricoperto fino al 2014 curando tutti gli aspetti, formativi, scientifici e di crescita della comunità accademica, di cui aveva mantenuto la guida della Scuola di Alta Formazione in Diritto Canonico, Ecclesiastico e Vaticano. Studenti e colleghi ne ricordano oggi l’affabilità, la grande professionalità e l’infaticabile impegno nel promuovere, d’intesa con i vertici dell’Ateneo, l’apertura di nuove sedi a Palermo e Taranto e la riforma della struttura accademica negli attuali Dipartimenti. “Una navigazione affascinante ed entusiasmante, in mari non sempre tranquilli, ma che ha portato l’Ateneo ad essere conosciuto e stimato”, aveva scritto il rettore congedandosi dal suo incarico.

L'impegno nel campo del diritto e della bioetica
Dal 1997 al 2019 è stato presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e, nel corso degli anni, consultore di diversi dicasteri pontifici e ha partecipato ai lavori della Commissione paritetica per la revisione del Concordato fra Stato e Santa Sede (1976-1983) come segretario della delegazione governativa italiana. Insignito inoltre nel corso della sua lunga carriera di numerose onorificenze: Cavaliere di Collare e Luogotenente Generale dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Grande Ufficiale dell’Ordine di S. Gregorio Magno; Grande Ufficiale dell’Ordine al merito melitense. Dalla Torre è stato anche Presidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, è stato membro del Consiglio Universitario Nazionale dal 1997 al 2006 e del Comitato Nazionale per la Bioetica. In ambito accademico è stato vicepresidente del Coordinamento Regionale delle Università del Lazio e vice presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Una vita a servizio della Santa Sede
Come raccontato nel suo ultimo libro, “Papi di famiglia” la vita e il nucleo familiare del professor Dalla Torre sono stati segnati profondamente dal rapporto con la Santa Sede e con i Papi e non solo per ragioni professionali. Rapporti stretti e diretti nell'arco del tempo per la famiglia di origine trevigiana a partire da Pio X: nonno e padre legati alla direzione dell’Osservatore Romano e dei Musei Vaticani, e poi il nipote Giuseppe appunto, chiamato da Giovanni Paolo II nel ’94 a dirigere il Tribunale dello Stato vaticano e prima ancora, fra l’altro, impegnato nel processo ad Ali Agca, l’attentatore di Papa Wojtyla. Nell'aprile 2020, inoltre, era scomparso suo fratello Fra Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta.
“Abbiamo sempre percepito il Papa - scriveva Giuseppe Dalla Torre sel suo libro - non come il vertice di una istituzione, ma come la sua base, il suo fondamento: oggi questo viene confermato da Papa Francesco, il quale ama dire che la Chiesa è ‘come una piramide capovolta’, in cui ‘il vertice si trova al di sotto della base’”.

Il messaggio della Cei:umiltà, umanità e generosità
In un messaggio a firma del Segretario generale, monsignor Stefano Russo, la Conferenza episcopale italiana esprime il suo cordoglio alla famiglia del giurista, "marito e padre esemplare" "distintosi per la sua grande umiltà, umanità e generosità". "Attento ai bisogni di tutti - si legge -  ha sempre saputo farsi prossimo di chi gli chiedeva consiglio e aiuto. Uomo dalla coscienza retta, ha formato intere generazioni di giovani per i quali aveva sempre parole di fiducia e speranza nel futuro. Ne danno testimonianza i vari incarichi ricoperti in ambito accademico, sociale e civile dove si è distinto come collaboratore fedele, operoso e instancabile al servizio della Santa Sede e della Chiesa che è in Italia. Per tutto questo, gli siamo grati".
I vescovi sottolineano inoltre come nel professore Dalla Torre, abbiano "toccato con mano quella 'pratica della gentilezza' di cui parla Papa Francesco nell’Enciclica Fratelli Tutti: questa pratica 'non è un particolare secondario né un atteggiamento superficiale o borghese. Dal momento che presuppone stima e rispetto, quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, il modo di dibattere e di confrontare le idee'".


Autore:
Gabriella Ceraso


Fonte:
www.vaticannews.va

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Aggiunto/modificato il 2021-02-15

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