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Beato Alcuino Monaco, teologo, letterato

20 maggio

York (Inghilterra), 735 - Tours (Francia), 19 maggio 804


Alcuino, una delle più grandi figure della rinascita degli studi nel periodo carolingio, nacque a York nel 735 da una nobile famiglia anglosassone e venne educato alla scuola episcopale di York ed ebbe come maestri di latino, greco ed ebraico Aelberto e il vescovo Egberto.
In questo periodo entrò nell’Ordine Benedettino; morto il vescovo Egberto, gli successe come arcivescovo di York Aelberto, il quale dopo aver ordinato Alcuino diacono, gli affidò la direzione della Scuola episcopale, che divenne in breve famosa, attirando un gran numero di studenti provenienti dall’Irlanda e dalla Frisia e rendendo molto noto il nome di Alcuino, nel mondo letterario circoscritto dell’epoca.
In un viaggio verso Roma, incontrò a Parma Carlo Magno, che lo invitò alla sua corte; espletati gli incarichi ricevuti, con il permesso del suo vescovo e del re Etelberto, all’inizio del 782 Alcuino si trasferì ad Aquisgrana, ricevendo in dotazione le abbazie di Ferrières e di Troyes e assumendo la direzione della “Schola Palatina”, fondata da Carlo Magno.
Introdusse nella Scuola il sistema aristotelico del ‘trivio’ (grammatica, retorica, dialettica) e del ‘quadrivio’ (aritmetica, geometria, musica, astronomia) già in uso a York e che nelle Scuole Medioevali, costituivano gli studi preparatori alla filosofia e teologia.
Con il soprannome di ‘Flaccus Albinus’, Alcuino divenne il centro di una specie di Accademia, di cui fece parte anche Carlo Magno, del quale fu ‘precettore’ in tutte le scienze. In questa celebre “Schola Palatina” insegnarono fra gli altri Giovanni Scoto Eriugena, Candido, Rabano Mauro.
Dopo un periodo di due anni dal 790 al 792, Alcuino risiedette in Gran Bretagna alla corte di Offa, re di Mercia per riappacificarlo con Carlo Magno, al suo ritorno, si occupò con vigore delle questioni teologiche che agitavano quel tempo, come l’adozianismo spagnolo e la controversia delle immagini, partecipando ai Concili di Francoforte del 794 e di Aquisgrana del 799.
Ebbe ancora un incarico di prestigio nel 796, divenendo abate dell’abbazia di S. Martino di Tours, cui apportò nuovo splendore a quella Scuola, chiamando molti professori da York e allestendo una importante biblioteca.
Questa scuola resterà famosa nella storia della paleografia medioevale (scienza che studia le antiche scritture su carta, pietra o metalli), per lo sviluppo della “minuscola carolina” (scrittura dei manoscritti venuta in uso durante la rinascita culturale promossa da Carlo Magno; le lettere sono minuscole, generalmente staccate le une dalle altre, diritte e di tipo rotondo, che poi nel XII secolo si fanno angolose preannunciando la scrittura gotica); che ripresa dagli umanisti del Quattrocento, costituì la base della grafia moderna.
Il rapporto fra Carlo Magno e Alcuino fu della massima importanza storica, perché generò, in un periodo ancora in preda alle distruzioni barbariche e con la conversione di parte di quei popoli, uno sviluppo e una rinascita degli studi in generale, di cui Alcuino fu il massimo esponente.
Per incarico dell’imperatore fra il 799 e l’801 fu impegnato alla revisione della Bibbia e dopo aver portato a termine la costruzione del monastero di Cormery, Alcuino morì il 19 maggio 804 a Tours.
Il benedettino Rabano Mauro, teologo tedesco, autore dell’opera enciclopedica “De universo”, lo raffigurò in un codice, conservato nella Biblioteca di Vienna, di notevole valore perché compiuto prima dell’840 nel monastero di Fulda e quindi quasi contemporaneo; inoltre lo stesso Rabauno Mauro lo inserì nel suo ‘Martirologio’, mentre cronisti e storici lo onorano con il titolo di beato, ma egli non ebbe culto pubblico.
Più che un letterato o un filosofo, egli fu un grande organizzatore e seminatore di idee, non uno spirito creatore; tuttavia è fuor di dubbio che Alcuino fu l’anima di quel vasto e complesso movimento denominato “Rinascita Carolingia”, diffondendo la sua dottrina, espressione peraltro del pensiero antico, in un gran numero di opere ed esplicando la sua influenza su Carlo Magno, nel quale riconosceva essere il ‘Difensore’ della Chiesa e della diffusione della scienza.
Non è possibile, dato lo spazio disponibile, elencare tutte le opere composte, scritte, commentate da Alcuino, riguardanti ampiamente la Pedagogia, Filosofia, Poesia, Esegesi, Teologia (Dogmatica, Mistica e Ascetica, Sacramenti, Liturgia), che fanno di lui una delle menti più illuminate del Medioevo; a tutto ciò bisogna aggiungere l’Epistolario comprendente una raccolta di oltre 300 lettere, che hanno una importanza straordinaria per la critica storico-letteraria della ‘Rinascita Carolingia’.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-06-10

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