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Santa Firmina (o Fermina) di Amelia Martire
24 novembre (o 30 novembre)
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Sec. III
Secondo la sua «Passio» Fermina era una vergine romana figlia dello stesso «praefectus urbis», Calpurnio. Il testo narra che un «consularis», Olimpiade, aveva tentato di sedurla, ma in realtà fu lei a condurre lui alla fede cristiana. Una conversione che costò a Olimpiade il martirio. Fermina seppellì allora l'amico in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre. La donna fu chiamata più tardi a dare la stessa testimonianza di fede, subendo il martirio sotto Diocleziano. Secondo la «Passio» sarebbe stata sepolta il 24 novembre nello stesso luogo in cui ella aveva sotterrato l'amico Olimpiade. Il seme della sua testimonianza, però, avrebbe dato ancora frutti. Venti giorni dopo l'uccisione di Fermina, infatti, anche il suo carnefice Ursiano (Ursicinus) si convertì, andò a Ravenna, dove fu battezzato dal prete Valentino e subì il martirio il 13 dicembre. Un altro documento più recente, pur riportando gli stessi elementi della leggenda, suppone invece che Fermina sia stata sepolta a Civitavecchia il 20 dicembre. (Avvenire)
Etimologia: Firmina = costante, salda nei propositi, dal latino
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Ad Amelia in Umbria, santa Firmina, martire.
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Secondo la sua passio, che non è anteriore al sec. VI, Firmina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Firmina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre. Più tardi anche lei subì il martirio sotto Diocleziano e venne sepolta il 24 novembre nello stesso luogo. Venti giorni dopo anche il suo carnefice Ursiano (Ursicinus) si convertì, andò a Ravenna, dove fu battezzato dal prete Valentino e subì il martirio il 13 dicembre, giorno infatti in cui il Martirologio Geronimiano (p. 646) ha la nota a Ravenna Ursicini martyris et Valentini". Un altro documento più recente, pur riportando gli stessi elementi della leggenda, suppone invece che Firmina sia stata sepolta non ad Amelia ma a Civitavecchia il 20 dicembre, mentre in un terzo testo è descritta 1'invenzione delle sue reliquie in Amelia verso la fine del IX sec., sebbene da cinquecento anni se ne ignorasse completamente l'ubicazione. Varie sono le ipotesi sul valore di queste notizie: il Lanzoni dimostra che la duplice redazione indica due diverse celebrazioni della medesima santa, cosa sulla quale non vi possono essere dubbi. In secondo luogo stabilisce i seguenti dati cronologici del culto della santa in Amelia: esso è anteriore all'invenzione del IX sec., ma posteriore alla redazione del Martirologio Geronimiano, di cui infatti l'autore della passio si serve, ma che ignora completamente l'esistenza di una martire Firmina dell'Umbria o del Lazio. Per quanto riguarda il nucleo originario della leggenda poi, il Lanzoni propone l'ipotesi della identificazione delle tre vergini e martiri Firmina, Felicissima e Illuminata, tutte e tre venerate in Umbria, ma da ritenersi (come osserva ancora il Lanzoni) nomi simbolici di una sola persona. L'ipotesi è assai probabile: tuttavia, tenendo conto del fatto che la tradizione che abbiamo riportata sembra conservare un ricordo di santi "importati" Firmina dal sud (Roma-Civitavecchia), Ursicino e Valentino dal nord, si può pensare si tratti di una celebrazione locale di reliquie della martire (africana) Firmina che il Geronimiano commemora al 9 e 10 ottobre.
Autore: Giovanni Lucchesi
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Fonte:
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Spunti bibliografici su
Agiografia a cura di
LibreriadelSanto.it
- Roberto Olivato,
Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
- Benedetto XVI,
I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
Libreria Editrice Vaticana, 2008 - 151 pagine
- F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa,
Santi & rivoluzionari,
SugarCo, 2008 - 184 pagine
- Piero Lazzarin,
Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia,
Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine
- Lanzi Fernando, Lanzi Gioia,
Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
- Mario Benatti,
I santi dei malati,
Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine
- Ratzinger J.,
Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa,
Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine
- Maria Vago,
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- KLEINBERG A.,
Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente,
Il Mulino, 2007 - 360 pagine
- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
- Sicari Antonio M.,
Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori,
Jaca Book, 2006 - 259 pagine
- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
Piemme, 2001 - 1344 pagine
- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2001-11-12
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