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Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù (Sancho de Guerra)

20 marzo

Vitoria, Spagna, 7 settembre 1842 - Bilbao, 20 marzo 1912

Martirologio Romano: A Bilbao nella Guascogna in Spagna, santa Maria Giuseppa del Cuore di Gesù Sancho de Guerra, vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore Serve di Gesù, che formò soprattutto alla cura dei malati e dei poveri.


VITA E OPERE
Maria Giuseppa del Cuore di Gesù, figlia primogenita di Bernabé Sancho, seggiolaio, e di Petra de Guerra, casalinga, nacque a Vitoria (Spagna) il 7 settembre 1842, e fu battezzata il giorno seguente. Secondo la prassi allora vigente, fu cresimata due anni dopo, il 10 agosto 1844. Rimasta orfana di padre all'età di sette anni, la mamma la preparò alla Prima Comunione, che ricevettea dieci anni. Quindicenne fu inviata a Madrid presso alcuni parenti per ricevere una educazione e una formazione più completa. Tratti caratteristici della sua infanzia e fanciullezza furono: una forte pietà verso l'Eucaristia e la Vergine Maria, una spiccata sensibilità verso i poveri e gli ammalati e una inclinazione alla ritiratezza.

Tornata a Vitoria verso i 18 anni, manifestò alla madre il desiderio di entrare in monastero, sentendosi da tempo attratta alla vita claustrale.

Da adulta, la Beata Maria Giuseppa soleva ripetere: "Sono nata con la vocazione religiosa". Solo che, a giudicare dalle circostanze, si evince che passò attraverso varie esperienze non senza contrastanti suggerimenti di saggi ecclesiastici, prima di trovare la forma definitiva della sua vocazione. Fu, infatti, in procinto di entrare fra le Concezioniste contemplative di Aranjuez nel 1860, ma ne fu impedita per il sopraggiungere di una grave malattia di tifo. Sua madre l'aiutò a superare la delusione.

Nei mesi successivi le sembrò di comprendere che il Signore la chiamava ad un genere di vita religiosa attiva. Fu così che si decise ad entrare nell'Istituto delle Serve di Maria, di recente fondato a Madrid da Santa Soledad Torres Acosta. Con l'avvicinarsi del tempo della professione, fu assalita da gravi dubbi ed incertezze sulla sua effettiva chiamata in quell'Istituto. Aprì il suo animo a diversi confessori e si sentì dire che aveva sbagliato vocazione.

I contatti col Santo Arcivescovo Claret e i colloqui sereni con la stessa Santa Soledad Torres Acosta, maturarono gradualmente la decisione di uscire dall'Istituto delle Serve di Maria per dar vita a una nuova famiglia religiosa, che avesse per scopo esclusivo l'assistenza ai malati negli ospedali e a domicilio. Condividevano questo ideale altre quattro Serve di Maria, che, con licenza del Cardinale Arcivescovo di Toledo, uscirono insieme con lei allo stesso scopo.

La nuova fondazione si fece a Bilbao nella primavera 1871, quando Maria Giuseppa aveva 29 anni. Da allora, e poi per 41 anni di seguito, fu superiora del nuovo Istituto delle Serve di Gesù. Si sobbarcò a penosi viaggi per visitare le varie comunità, finché una lunga malattia la confinò nella Casa di Bilbao. Costretta a letto o in poltrona, seguiva la vicende delle varie Case in Spagna e fuori mediante una fitta e preziosa corrispondenza. Alla sua morte, avvenuta dopo lunghi anni di sofferenze, il 20 marzo del 1912, erano 43 le Case fondate ed oltre un migliaio il numero delle sue suore.

La sua santa morte provocò una grande emozione a Bilbao e in altre numerose località dove era conosciuta attraverso le Case del suo Istituto. Anche i funerali ebbero una risonanza straordinaria. Fu sepolta nel cimitero cittadino di Bilbao. Già nel 1926, crescendo la fama di santità, i suoi resti mortali furono traslati nella Casa Madre dell'Istituto e tumulati nella cappella, dove tuttora riposano.

SPIRITUALITA'
Gli scritti e le testimonianze oculari mettono in evidenza i cardini della spiritualità della Beata Maria Giuseppa:

1) Grande amore all'Eucaristia e al Sacro Cuore;

2) Profonda adorazione del mistero della Redenzione e intima partecipazione al dolore di Cristo e alla sua Croce;

3) Somma dedizione al servizio agli infermi in un contesto di spirito contemplativo.

Ecco alcune espressioni significative tratte dai suoi scritti:

"La carità e il reciproco amore costituiscono anche in questa vita il paradiso delle comunità. Senza croce non potremo vivere dovunque andiamo, perché la vita religiosa è vita di sacrificio e di abnegazione. ll fondamento della più grande perfezione è l'amore fraterno".

"Non crediate, sorelle, che l'assistenza consista solo nel porgere all'ammalato medicina e cibo. V'è un altro tipo di assistenza che non può mai essere dimenticato ed è l'assistenza del cuore che si adegua ed entra in simpatia con la persona che soffre e va incontro alle sue necessità".

"Formiamo nel Cuore divino di Gesù il nostro centro di comunicazione con Lui. Possiamo farlo con la frequenza che desideriamo senza timore di molestare nessuno; solo con Gesù sarà la nostra intimità" .

IL CARISMA DI SERVIRE GLI INFERMI
L'impronta specifica impressa dalla Beata all'Istituto delle Serve di Gesù riflette la sua esperienza interiore di anima consacrata al servizio caritatevole del prossimo, specialmente infermo, in un contesto di spirito contemplativo. Troviamo espresso bene questo suo concetto nel Directorio de Asistencias da lei scritto, dove arriva ad affermare che la Serva di Gesù procura all'infermo, che lei accompagna fino alla porta dell'eternità, un bene maggiore di quello del missionario che con la sua predicazione richiama gli erranti al retto sentiero della vita.

"In questo modo - scrive - le funzioni materiali del nostro Istituto, destinate a procurare la salute corporale del prossimo, si elevano a grande altezza e fanno diventare la nostra vita attiva più perfetta di quella contemplativa, come insegna l'Angelico maestro San Tommaso a proposito dei lavori diretti alla salvezza dell'anima derivanti dalla contemplazione"

Con questo spirito le Serve di Gesù, dalla morte della Beata e fino ad oggi, hanno continuato il loro servizio ai malati, con una generosa oblazione di vita che ricorda quella della loro Fondatrice.

Inoltre, in conformità ai progressi dei tempi e alle contingenze della vita moderna, alla primaria finalità di assistenza agli infermi, il ricovero e la cura di donne anziane, e l'accoglienza ed assistenza di bambini negli asili nido, ne hanno aggiunto un'altro: mense per persone in difficoltà, centri d'accoglienza per malati di AIDS, centri di giorno per anziani, pastorale della salute, e altre opere di carità e beneficenza, soprattutto negli Stati più poveri dell'America Latina e dell'Asia. Oggi le 1.050 Suore dell'Istituto delle Serve di Gesù sono presenti oltre che in Spagna, in Italia, Francia, Portogallo, Cile, Argentina, Paraguay, Colombia, Ecuador, Perù, Messico, Repubblica Dominicana, Filippine.

ITER DELLA CAUSA
Già pochi anni dopo la morte della Madre Maria Giuseppa, l'Istituto delle Serve di Gesù progettava l'inizio della Causa di Canonizzazione, che, però, per circostanze avverse, tra cui la guerra civile spagnola del 1936 e la seconda guerra mondiale, poté attuarsi soltanto poco prima dello scadere del trentennio.
a) Il 31 maggio 1951 prese l'avvio il Processo Ordinario Informativo di Bilbao.
b) Il 7 gennaio 1972 si ebbe il Decretum super introductione Causae.
c) Il 7 settembre 1989 fu promulgato il Decretum super Virtutibus.
d) Il 27 settembre 1992 fu solennemente beatificata in Piazza San Pietro.
e) Nel concistoro del 10 marzo 2000, S.S. Giovanni Paolo II fissa la data della Canonizzazione per il 1 ottobre 2000.

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Aggiunto il 2001-05-18

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