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Beato Francesco de Posadas Domenicano

20 settembre

Cordova 1644 - 1713

A 18 anni entrò nel convento di Scala Coeli, presso Cordova, costruito e santificato dal suo concittadino il b. Alvaro. Ardente propagatore del Rosario, vivace predicatore, apostolo instancabile, ottenne dai contemporanei l'elogio di "San Vincenzo redivivo". Rifiutò umilmente le sedi vescovili di Alghero in Sardegna e di Cadice. Morì semplice religioso il 20 settembre 1713 a Cordova sua città natale.

Martirologio Romano: A Córdova in Spagna, beato Francesco de Posadas, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, insigne per penitenza, umiltà e carità, annunciò Cristo per quarant’anni in questa regione.


Francesco De Posadas nacque a Cordova, il 25 novembre 1644, dalla nobile famiglia decaduta di Orense, tanto che i suoi genitori, per vivere, facevano i fruttivendoli. Francesco prese il bianco Abito nella sua città natale, nel Convento fondato da Padre Alvaro. Dette segni di santità fin dalla culla, in quanto, ancora in fasce, si asteneva dal prendere il latte tutti i venerdì e, appena balbettante, già pronunziava con gran sentimento il nome dolcissimo di Maria. Tanta ardente pietà crebbe con lui, e ancor fanciullo sapeva persuadere anche i grandi a praticare la virtù. Erano questi i primi segni di quello zelo che tanto lo avrebbe distinto. Perso il babbo all’età di cinque anni, ancora giovanissimo, nel 1662, entrò nell’Ordine Domenicano, così rispondente ai suoi vivi desideri di apostolato. Parve portasse radicato nel cuore l’ideale di Frate Predicatore e si può immaginare con quale ardore si preparasse alla sua missione. Iniziato il sacro ministero, con l’obbedienza e la benedizione dei superiori, parve rivivere in lui San Vincenzo Ferreri. Andò incontro non solo ai bisogni delle anime, predicando, insegnando, amministrando i Sacramenti, ma si sforzò ancora di più nel portare soccorso a ogni umana miseria. Gli infermi, i poveri, i carcerati furono oggetto delle sue più tenere sollecitudini, e per loro si privava anche del necessario. Come il suo glorioso Padre Domenico, ricusò i Vescovadi di Algesiras e di Radice, come pure ogni altro incarico onorifico nell’Ordine, per potersi spendere senza tregua a pro delle anime. Fu questa la sua nobilissima passione, e per quarant’anni si profuse in si sante fatiche. Si spense beatamente nel suo convento di Cordova, il 20 settembre 1713. Dio onorò con i miracoli la sua tomba presso la chiesa cittadina di San Paolo. Papa Pio VII il 20 settembre 1818 lo ha proclamato Beato.


Autore:
Franco Mariani

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Aggiunto il 2002-04-10

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