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Beato Ulderico (Jean-Baptiste) Guillaume Religioso lasalliano, martire

27 agosto

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Fraisans, Francia, 1 febbraio 1755 – Rochefort, Francia, 27 agosto 1794

Jean-Baptiste Guillaume nacque a Fraisans, nella diocesi di Besançon, il 1° febbraio 1755. Entrò nel noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Maréville quando aveva trent’anni, cambiando nome in Fratel Ulderico. Allo scoppio della Rivoluzione francese apparteneva alla comunità di Nancy. Non volle prestare giuramento sualla Costituzione Civile del Clero e, nonostante la scuola fosse stata chiusa, continuò a insegnare clandestinamente, perché era molto affezionato ai bambini poveri. Il 28 aprile 1794 fu rinchiuso su «Les Deux Associés», una vecchia imbarcazione ancorata nella rada di La Rochelle. A causa delle malattie e degli stenti, molti dei sacerdoti e dei religiosi presenti morirono: i superstiti vennero fatti sbarcare sull’isola Madame, dove fu allestito un ospedale da campo. Fratel Ulderico morì nell’ospedale una decina di giorni dopo, nella notte tra il 27 e il 28 agosto 1794. Insieme agli altri due confratelli morti sulla nave, fu incluso nella lista dei sessantaquattro martiri dei pontoni di Rochefort, beatificati dal Papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995. I Fratelli delle Scuole Cristiane ricordano i loro confratelli martiri a Rochefort il 2 settembre, giorno della nascita al Cielo del loro protomartire, san Salomone Le Clercq, anche lui morto per la fede durante la Rivoluzione francese.

Martirologio Romano: Nel mare antistante Rochefort in Francia in una sordida galera ferma all’ancora, beati martiri Giovanni Battista de Souzy, sacerdote, e Ulderico (Giovanni Battista) Guillaume, fratello delle Scuole Cristiane, martiri, che durante la persecuzione contro la Chiesa subirono una disumana carcerazione e morirono per Cristo consunti dalla fame e dalla malattia.


Jean-Baptiste Guillaume nacque a Fraisans, nella diocesi di Besançon, il 1° febbraio 1755, lo stesso giorno del suo Battesimo. I suoi genitori furono Nicolas Guillaume e Antoinette Mignot. Entrò nel noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Maréville il 3 ottobre 1785, cambiando nome in Fratel Ulderico.
Allo scoppio della Rivoluzione francese apparteneva alla comunità di Nancy, che contava circa dodici Fratelli, che insegnavano a classi composte in tutto da più di novecento bambini. Non volle prestare giuramento sulla Costituzione Civile del Clero imposta dal nuovo governo francese per creare, di fatto, un clero dipendente dallo Stato e distaccato dalla Chiesa di Roma.
Il 21 gennaio 1791, come dimostra un documento conservato nell’archivio municipale di Nancy, affermò invece: «...dichiaro che amo il mio stato e desidero perseverarvi sino alla morte, con il soccorso della grazia di Dio». I Fratelli, in segno di protesta, non inviarono i loro allievi alle cerimonie presiedute dal nuovo vescovo della Meurthe, che invece aveva prestato giuramento.
L’11 giugno, le autorità municipali ordinarono ai Fratelli di venire per il giuramento l’indomani, ma loro, di nuovo, risposero di no, con una lettera. Subito venne ordinato l’inventario del mobilio scolastico e, il 15 giugno, vennero inviati nove reggenti a sostituire i Fratelli.
Fratel Ulderico, che era «molto attaccato ai bambini poveri di Nancy, restò in questa città per continuare a istruirli clandestinamente nella pietà e nell’arte della lettura e della scrittura. Era umile, per questo le sue virtù facevano impressione e le sue istruzioni avevano successo». Così lasciò scritto il canonico Aimé Guillon, sopravvissuto alla deportazione cui erano stati destinati centinaia di sacerdoti e religiosi che non avevano emesso il giuramento. Questa testimonianza è confermata dal fatto che i reggenti si lamentavano perché i Fratelli continuavano ad avere relazioni con gli allievi e con le loro famiglie.
Il 15 maggio 1793 fu arrestato nella casa dove abitava e incarcerato nell’ex convento delle Carmelitane. Il 29 maggio domandò, invano, di essere rilasciato. Venne quindi inserito nella lista dei detenuti che dovevano partire per Rochefort. Arrivò il 28 e fu rinchiuso su una vecchia imbarcazione, impropriamente detta pontone, «Les Deux Associés». Riguardo a come visse la prigionia, il canonico Guillon scrisse: «Possedeva anche una grande calma che faceva irritare i suoi carcerieri».
A giugno cominciarono a morire i primi prigionieri, sia per gli stenti e le privazioni, sia per il tifo, che imperversava sull’imbarcazione. Fu quindi deciso di farli sbarcare sull’isola Madame e di allestire un ospedale da campo.
Fratel Ulderico, però, morì in una di quelle tende una decina di giorni dopo, nella notte tra il 27 e il 28 agosto 1794. Prima di lui era morto Fratel Leone e, dopo di lui, Fratel Ruggero. Gli altri Fratelli, insieme ad ulteriori sopravvissuti, che erano stati ricondotti sulla nave, furono liberati il 12 febbraio 1795.
È stato possibile rintracciare documentazione solo per i Fratelli Ruggero, Leone e Ulderico, che vennero quindi inclusi in una lista di sessantaquattro candidati agli altari, i cosiddetti martiri dei pontoni di Rochefort, beatificati dal Papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995.
I Fratelli delle Scuole Cristiane ricordano i loro confratelli martiri a Rochefort il 2 settembre, giorno della nascita al Cielo del loro protomartire, fratel Salomone Le Clercq (canonizzato nel 2016), anche lui morto per la fede durante la Rivoluzione francese.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2020-08-05

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