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Beato Marcello Denis Sacerdote e martire

31 luglio

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Alençon, Francia, 7 agosto 1919 – Kham Hè, Laos, 31 luglio 1961

Padre Marcel Denis iniziò il percorso verso il sacerdozio nel Seminario della diocesi di Sées e proseguì in quello della Società delle Missioni Estere di Parigi dopo essersi indirizzato alla vita missionaria. Ordinato il 22 aprile 1945, partì l’anno successivo per il Laos, prima in pianura, poi nelle zone interne del Paese e sempre più verso i villaggi di montagna. Percorreva quel vasto territorio curando in particolare i lebbrosi ed entrando in dialogo, che spesso produceva in lui speranze di conversioni, con i popoli che incontrava. Nell’aprile 1961, nel giro di poche settimane, la guerriglia occupò tutta la sua zona di competenza. Padre Marcel fece il possibile per mettere al sicuro i suoi collaboratori e i bambini, ma decise di restare al loro fianco. Dopo il 17 aprile, giorno in cui partì per cercare un suo catechista, non fu più ritrovato: venne infine dato per disperso e la sua morte fu fissata al 31 luglio 1961. Inserito nel gruppo di quindici martiri capeggiato dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên, è stato beatificato l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos.



Concittadino di santa Teresina
Marcel Denis nacque il 7 agosto 1919 ad Alençon, nella regione francese della Normandia, da genitori che lavoravano nelle ferrovie. Venne battezzato a tre giorni dalla nascita nella chiesa parrocchiale di San Pietro.
Aveva appena sei anni quando fu canonizzata santa Teresa di Gesù Bambino, che era stata sua concittadina, e otto quando lei venne dichiarata patrona principale delle Missioni. Decise quindi di prenderla come propria custode e divenne appassionato di Gesù come lei.

Vocazione missionaria
Entrò quindi nel Seminario minore diocesano e, terminati gli studi secondari nel 1939, passò al Seminario maggiore nella città di Sées. Tuttavia, dovette arruolarsi nell’esercito francese in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale: venne ferito accidentalmente e, prima di riprendere gli studi, dovette stare a lungo in convalescenza.
Ormai orientato verso la vita missionaria, fu ammesso il 1° ottobre 1942 nel Seminario della Società delle Missioni Estere di Parigi. Ordinato sacerdote il 22 aprile 1945, celebrò la Prima Messa il giorno seguente, lunedì, nella cripta dei martiri del Seminario. Terminata la guerra, s’imbarcò a Marsiglia il 23 marzo 1946, insieme ad altri diciassette missionari, alla volta della missione del Laos.

Missionario in Laos
Arrivò il 5 giugno e fu assegnato alla procura di Thakhek, per imparare la lingua locale; vi risiedette dal giugno 1946 al gennaio 1948. Da allora in poi poté entrare in contatto diretto con le popolazioni rurali. Inizialmente gli venne affidato il settore di Dong Makba, dove la comunità cristiana era ben organizzata. A partire dal 1952 venne inviato al più vasto settore di Maha Phom e Maha Sai.
S’impegnò anzitutto nella formazione dei cristiani, mediante una catechesi assidua. Si dedicò anche alla promozione umana e spirituale del popolo cui era stato inviato, donandosi ad esso interamente. Gran parte del suo tempo era dedicata alla visita dei numerosissimi villaggi, tanto buddisti quanto animisti. Gradualmente cominciò a volgersi ai villaggi di montagna, dove il Vangelo era praticamente sconosciuto, e si accostava specialmente ai lebbrosi.
Nelle sue lettere alla famiglia comunicava la gioia e l’entusiasmo della vita in missione. Ad esempio, il 29 novembre 1952, scrisse: «Sono molto contento di questa nuova vita che mi aspetta. Fino a qui, i miei viaggi sono stati un supplemento al mio lavoro principale. Adesso la mia nomina è un’approvazione ufficiale. Sono molto contento. Quello che era lavoro secondario diventa lavoro principale: andare dai pagani, entrare nelle anime... Pregate affinché io possa creare nel Nord una scuola che sia una forza...».
In effetti, la parte settentrionale del vicariato di Thakhek offriva grandi speranze di conversioni. Padre Marcel inaugurò quindi una nuova stazione missionaria a Phon Sa-at, a trentadue chilometri a nord-est di Thakhek, e cominciò, a partire da un nucleo di neofiti molto zelanti, l’istruzione religiosa di duecento catecumeni.

L’ultimo viaggio
Nell’aprile 1961, però, la guerriglia comunista si estese anche al territorio di cui lui si occupava. Il missionario cercò quindi di mettere in salvo collaboratori e bambini, ma decise di restare tra di loro. Infatti, quando manifestò al suo vescovo, monsignor Jean Arnaud, di voler andare nel villaggio di Phon Sa-at, dove abitava Unla, il suo catechista di fiducia, rispose così alla sua richiesta di non partire: «Non posso lasciare i miei cristiani...».
Il 17 aprile, padre Marcel era in visita al pre-seminario di Thakhek, dove andava spesso. Dichiarò al superiore, Jean-Pierre Urkia: «Ho un catechista, Unla, padre di una famiglia numerosa, che è nel villaggio di Phon Sa-at. È in pericolo, devo assolutamente andare a cercarlo». Partì quasi subito dopo.
A Maha Phom la guerriglia l’aveva anticipato, ma continuò la marcia fino a Phon Sa-at: appena arrivato, fu fatto prigioniero. Avrebbe voluto evadere, ma non volle mettere in pericolo il capovillaggio, sotto la cui custodia era stato posto. A un buddista che gli comandò perché non lasciasse il settore, ribatté: «Non ho commesso alcuna colpa; se resto, non c’è nulla da rimproverarmi; se parto, sarà una colpa di cui mi si potrà accusare».
Poco dopo fu portato via: Unla testimoniò di averlo visto lasciare il villaggio e andare verso est, al volante del suo fuoristrada, ma affiancato da militari vietnamiti; dal canto suo, il catechista riuscì a scappare attraverso la foresta e a raggiungere sano e salvo la missione.
Padre Marcel, invece, non venne mai più ritrovato. Un ufficiale neutrale riferì a un membro della missione di Thakhek che lui era stato condotto in Vietnam e consegnato alla polizia a Vinh. Un diplomatico filippino raccontò quanto lui stesso aveva ascoltato: un missionario francese catturato in Laos era stato fucilato per spionaggio a Vinh, ma non sapeva più il suo nome. Altre voci affermarono che era stato riportato in Laos in capo a due mesi, insieme a due bonzi che condivisero la sua sorte.
Nel 1963 altre testimonianze condussero a dichiarare morto padre Marcel. La Società delle Missioni Estere registrò il suo decesso alla data ipotetica del 15 dicembre 1962, ma un avviso successivo dell’ambasciata di Francia in Laos, datato 12 agosto 1967, lo retrodatava al 31 luglio 1961.

La causa di beatificazione
Padre Marcel Denis è stato inserito in un elenco di quindici tra sacerdoti, diocesani e missionari, e laici, uccisi tra Laos e Vietnam negli anni 1954-1970 e capeggiati dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên. La fase diocesana del loro processo di beatificazione, ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 18 gennaio 2008, si è svolta a Nantes dal 10 giugno 2008 al 27 febbraio 2010, supportata da una commissione storica.
A partire dalla fase romana, ovvero dal 13 ottobre 2012, la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso che la loro “Positio super martyrio”, consegnata nel 2014, venisse coordinata, poi studiata, congiuntamente a quella di padre Mario Borzaga, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e del catechista Paul Thoj Xyooj (la cui fase diocesana si era svolta a Trento).

L’ufficializzazione del martirio e la beatificazione
Il 27 novembre 2014 la riunione dei consultori teologi si è quindi pronunciata favorevolmente circa il martirio di tutti e diciassette. Questo parere positivo è stato confermato il 2 giugno 2015 dal congresso dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, ma solo per Joseph Thao Tiên e i suoi quattordici compagni: padre Borzaga e il catechista, infatti, avevano già ottenuto la promulgazione del decreto sul martirio il 5 maggio 2015. Esattamente un mese dopo, il 5 giugno, papa Francesco autorizzava anche quello per gli altri quindici.
La beatificazione congiunta dei diciassette martiri, dopo accaniti dibattiti, è stata infine fissata a domenica 11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos. A presiederla, come inviato del Santo Padre, il cardinal Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato nelle Filippine e Missionario Oblato di Maria Immacolata. La loro memoria liturgica comune cade il 16 dicembre, data della morte di uno di essi, il Missionario Oblato di Maria Immacolata padre Jean Wauthier.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2017-01-11

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