La vita Alfie (Alfonso) Lambe nacque a Tullamore (Irlanda) il 24 giugno 1932, festa di S. Giovanni Battista, da una modesta famiglia di contadini, ultimo di otto figli. A 13 anni manifesta l'intenzione di farsi religioso nell'Ordine dei Fratelli delle Scuole Cristiane e, nonostante una certa resistenza da parte della famiglia, entra effettivamente nel Noviziato a Dublino nel 1948, a sedici anni. Un anno dopo, a causa di una salute molto debole e con pericolo di tubercolosi, deve lasciare l'Ordine e ritornare a Tullamore, dove si trova un impiego. Questa forzata rinuncia lo lascia in uno stato di profonda depressione. Nel 1950 viene a conoscere la Legione di Maria essendo stato costituito un gruppo (Praesidium) a Tullamore. Si sente attratto dall'idea di dedicare almeno il suo tempo libero a fare qualcosa per il Signore, attraverso questa Associazione cattolica di apostolato. Ha esattamente 18 anni, 1'età minima per partecipare ad un gruppo di adulti. Accettato, inizia a svolgere il normale lavoro legionario. Esso comprendeva visite domiciliari e agli ammalati, reclutamento per le Associazioni parrocchiali, diffusione della stampa cattolica, aiuto alla segreteria parrocchiale, contatti con i non praticanti e i lontani dalla Chiesa. A Tullamore passavano e sostavano anche numerosi zingari che venivano visitati dai legionari nei loro carrozzoni. Tutto questo lavoro veniva eseguito con metodo, sistematicità e in coppia; ciò preservava dalle incostanze, dagli errori e dalle imprudenze dei singoli. Alfie, che aveva intelligenza metodica e chiara, si sente conquistato da questa rigida organizzazione e molto di più dallo spirito che la pervadeva. Ha la fortuna di avere per maestro un legionario anziano, molto esperto, che lo addestra nel lavoro apostolico. È una delle caratteristiche della Legione di Maria: lavorare in stretta unione, un giovane e un anziano, un povero e un ricco, un uomo e una donna, fraternamente. L'unione in Gesù e Maria supera ogni differenza di età, di condizione, di sesso. I legionari di Maria non devono prestare il loro servizio per una vaga e generica filantropia, ma vedere e amare la persona di Cristo nei confratelli e nelle persone visitate e questo con gli occhi e il cuore di Maria. Alfie, che amava la Madonna, subito riconosce qui un ideale, non inferiore per elevatezza, a quello di un Ordine religioso. Attraverso la Legione di Maria, Alfie Lambe apprende dalla dottrina di San Luigi Maria Grignion di Montfort che Maria ha un posto particolare nel piano della salvezza: Dio vuole ricapitolare l'umanità nel Corpo mistico di Cristo, di cui Maria è la Madre. L'effetto su di lui è elettrizzante; tristezza e abbattimento scompaiono e tornano la gioia e l'energia. Con tutta l'anima si impegna nel lavoro legionario guadagnandosi la stima e l'affetto dei suoi confratelli della Legione. Confida a sua madre: "Credo che potrò fare maggior bene nel mondo che non in un Ordine religioso". Quando nel 1952 la ditta per cui lavorava deve ridurre il personale e lo licenzia, Alfie considera la circostanza provvidenziale per trasferirsi a Dublino dove si trova il Concilium Legionis, il quartier generale della Legione di Maria. Egli offre alla Legione la sua collaborazione a tempo pieno. Entra come fratello interno nell'Ostello legionario Morning star (Stella del mattino) che accoglie i barboni, continua a dedicarsi alla diffusione del movimento nelle campagne, con i gruppi di legionari che lavoravano a questo nelle ferie estive, inoltre viene mandato a visitare i gruppi già costituiti. In tutte queste attività mette sempre più in evidenza il suo grande spirito apostolico. Ben presto gli viene chiesto di andare, quale inviato della Legione, in Sud America con un legionario esperto e più anziano, Seamus Grace, incarico che accetta con gioia anche se, come dice in una sua lettera di risposta al Concilium, si sente indegno. Comincia la sua preparazione specifica, con lo studio della lingua spagnola e il 16 luglio 1953 parte con il suo compagno per l'America facendo una tappa di una settimana a New York per visitare le Case Religiose della città che hanno fondazioni in Sud America. A Bogotà, si incontrano con la prima inviata in Sud America Joaquina Lucas che sarà la valida istruttrice di Alfie per il suo primo periodo in Colombia. Bastano quattro mesi perchè egli possa essere giudicato in grado di continuare la sua attività, da indipendente, riferendo direttamente al Concilium. A partire da febbraio 1954 passa dall'Ecuador alla Bolivia, all'Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile, con ritorni e balzi da una regione all'altra secondo le necessità, impegnandosi nella fondazione di nuovi Praesidia, nelle visite alle farmiglie, ai collegi, alle Università, ai minatori; fonda anche Praesidia fra gli Ortodossi in Argentina. Però, in questo turbine di attività, Alfie è ben attento a non lasciarsi sopraffare da esse a scapito della vita spirituale che egli considera fondamentale per potersi dedicare con reale efficacia alla parte attiva del suo lavoro. E di questo lavoro, malgrado tutti i disagi a cui va incontro, egli dichiara di non provare stanchezza alcuna, anzi, solo gioia e serenità. Alfie Lambe è apprezzato da Nunzi apostolici, Vescovi, Parroci e semplici laici; ma la sua spina più grande rimane la resistenza del Vescovo di Buenos Aires alla diffusione della Legione nella sua Diocesi; ci vorranno anni di sollecitazioni e di tentativi di persuasione perchè questo obiettivo si realizzi. Non potrà, invece, essere esaudito l'altro grande sogno di Alfie il cui spirito apostolico abbraccia tutto il mondo: andare in Unione Sovietica. Per questo aveva fatto molti tentativi presso l'Ambasciata russa di Buenos Aires, ma in quell'epoca, siamo nel 1956, non c'erano sicuramente i presupposti per un suo libero ingresso in Russia. Frattanto il fisico di Alfie Lambe, sotto le sollecitazioni di cambiamenti continui di ambiente e di clima, nonchè di una alimentazione non adatta, si va progressivamente debilitando e sempre più frequentemente gli si sente ripetere "resta ancora troppo poco tempo". Alla fine di dicembre 1958 Alfie sta male. Ricoverato in ospedale gli viene diagnosticato un sarcoma linfatico ormai diffuso. Soltanto pochi intimi lo possono avvicinare tra cui l'Ambasciatore d'Irlanda, signor Horan, che ogni due giorni invia al Concilium un rapporto della situazione. Si arriva così al 21 gennaio 1959 quando un telegramma inviato a Dublino dice: "Alfie ha raggiunto Edel". Il riferimento, ben comprensibile ai legionari, riguarda la Venerabile Edel Quinn che era stata inviata in Africa nel 1936 e che, dopo 7 anni di intenso lavoro, era morta a Nairobi (Kenia) consumata dalla malattia, all'età di 37 anni. Il suo esempio esercitò senza dubbio una grande influenza su di lui. Alfie Lambe è sepolto nel cimitero nuovo dei Fratelli delle Scuole cristiane a Buenos Aires rimanendo, anche per espressa rinuncia della madre, nella terra delle sue conquiste spirituali. Non aveva ancora 27 anni.
La spiritualità Nelle lettere di Alfie ricorre spesso l'espressione "Vivere la Legione". Per lui questo significava non solo attenersi formalmente alle regole della Associazione, ma soprattutto attuarne lo spirito. "Ne sono più che mai convinto: vivere la Legione è vivere la vita di Maria e quanto più ci si dà alla Legioue, tanto più ci si trova in Maria " (da una lettera di Alfie Lambe all'amico Seamus Grace). E ciò non era senza lotta. Alfle non era nato santo. “Quanto mi sento lontano da quella che nel Trattato della vera devozione di S. Luigi Maria di Montfort viene presentata come "immagine vivente di Maria". Quando Maria è lodata Ella loda Dio; quando è esaltata, tanto più si umilia. Il bruco sulla foglia di cavolo somiglia di più alla splendida farfalla, di quanto io somigli a questo riguardo alla Madonna. Orgoglio e rispetto umano pervadono talmente tutto quanto io dico e faccio, che a volte sono tentato di abbandonare ogni cosa per non protrarre oltre questa offesa a Maria. Ma so che con la rinuncia non renderei servizio ad alcuno perciò devo perseverare affinchè venga il regno di Maria, sì, affinchè Maria possa regnare in tutti i cuori. Dobbiamo molto pregare e ottenere che altri preghino, affinchè Maria Regina regni nei nostri cuori.” “In verità io sono molto debole, ma so che la Madonna utilizza i deboli per mostrare la sua potenza. Ho preso l'abitudine. già da qualche tempo, di ripetere quotidianamente alla fine della Messa, la Promessa legionaria: ogni riga di quel testo è piena di consolazione per gli uomini deboli”. “Sono così entusiasta del mio lavoro - scriveva a Frank Duff - e trovo tutti così ben disposti a mio riguardo! Né potrebbe essere diversamente: un legionario di Maria che ha compreso l'ideale del Corpo mistico sente che tutto il mondo gli appartiene: anche se cambia di luogo non cessa di essere a casa sua”. Frank Duff moli anni dopo, parlando di quanto aveva fatto Alfie, scriveva: "Il fatto è, naturalmente, che attraverso di lui si manifestavano le forze del Cielo. Egli che era stato ritenuto insufficientemente resistente alla vita religiosa nel suo stesso ambiente, a clima temperato, stava dando prova di energia straripante. Grande era pure la sua abilità nel persuadere e organizzare, ma, fatto più importante di tutti, chiunque lo incontrava, era immediatamente convinto che da lui emanasse santità, sicchè vi era una spontanea prontezza a fare quello che che egli richiedeva. In difficoltà di ogni genere, compresi brevi periodi di completo sfinimento, egli rimaneva imperturbabile e dolce”. E ancora: “Colpiva specialmente il fatto che Alfie fosse ben cosciente degli immensi eventi che si stavano realizzando. Egli ne parlava ripetutamente come di fatti soprannaturali. Ma a quanto pare, non ebbe la minima tentazione di ascrivere ogni successo alla sua azione, la modestia risplendeva in lui.
Preghiera O Dio, che per la tua infinita misericordia hai infiammato il cuore del tuo servo Alfie Lambe di un amore ardente per Te e per Maria, nostra Madre, un amore che si rivela in una vita di intenso lavoro, preghiera e sacrificio per la salvezza delle anime, concedi, se è tua volontà, che possiamo ottenere per sua intercessione, quanto non possiamo conseguire per i nostri meriti. Per Cristo Gesù, nostro Signore. Amen. Con approvazione ecclesiastica
Fonte:
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Legione di Maria di Genova
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