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Servo di Dio Luigi Maria Ricci Sacerdote servita

Festa: .

Cascia di Reggello, Firenze, 23 settembre 1918 - Viareggio, Lucca, 31 gennaio 2015

Padre Luigi Maria Ricci è nato a Cascia di Reggello il 23 settembre 1918. Sacerdote dell’ordine dei Servi di Maria, esorcista diocesano e confessore. Muore il 31 gennaio 2015 in fama di santità. È sepolto nella Basilica didi S. Andrea a Viareggio. Mercoledì 19 marzo 2025 a Viareggio l’Arcivescovo di Lucca mons. Paolo Giulietti ha avviato la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione.



Luigi Ricci nasce il 23 settembre 1918 a Cascia di Reggello, provincia di Firenze e diocesi di Fiesole, da Ricciardo (negoziante di legname) e Lavinia Cappelli (casalinga). Ha due sorelle, Ricciardina e Maddalena, e un fratello, Alfonso. Nella parrocchia di nascita, la pieve di San Pietro a Cascia, è battezzato il 12 novembre 1918, e riceve la Confermazione il 10 maggio 1924.
Dopo aver frequentato le Scuole elementari e i primi due anni del Ginnasio a Reggello all’età di circa quindici anni, per servire meglio il Signore, decide di abbracciare la vita religiosa: il 4 ottobre 1934 entra nel collegino (seminario minore della Provincia Toscana) “Beata Vergine Addolorata” dei Servi di Maria detto la “Poggerina” di Figline Valdarno (Firenze), come postulante. Rimane in quel convento fino al 21 luglio 1937, portando a termine gli studi ginnasiali.
Il 5 agosto 1937 inizia l’anno di noviziato a Monte Senario (Firenze), ricevendo l’abito religioso dalle mani di fra Paolo Maria Giannelli e avendo come maestro fra Giacomo Maria Tognocchi. Il 6 agosto 1938 emette la prima professione nelle mani di fra Enrico Maria Gargiani, Vicario generale e Procuratore dell’Ordine, assumendo il nome religioso di fra Stanislao.
Viene quindi assegnato alla comunità fiorentina dei Sette Santi Fondatori, ove frequenta il liceo (1938-1940).
Dal 1940 al 1944 studia teologia nel Collegio internazionale “Sant’Alessio Falconieri” dei Servi di Maria a Roma, ove il 16 ottobre 1941 emette la professione solenne nelle mani di fra Alfonso Maria Benetti, priore generale. Il maestro di formazione dei chierici professi, fra Enrico Maria Gargiani, scrive nella sua breve relazione: «Durante il tempo che ha trascorso in questo professato non mi ha mai dato motivo di dubitare della sua vocazione allo stato religioso. È di carattere un po’ timido, ma aperto, esatto nell’osservanza delle regole, rispettoso, ubbidiente, dedito alla pietà e desideroso di progredire nelle virtù e nello studio».
Durante gli studi teologici riceve gli Ordini minori, il Suddiaconato (16 maggio 1943) e il Diaconato (31 ottobre 1943). È ordinato presbitero a Roma il 7 novembre 1943 nella chiesa di San Marcello al Corso.
Da questo momento la vita di padre Ricci è segnata da esperienze di formazione e di missione, nelle quali esperimenta anche la sua fragilità caratteriale.
Conclusi gli studi teologici è assegnato alla comunità di formazione della “Poggerina” come insegnante (1944-1945); nel 1946 è nominato Vicemaestro dei novizi conversi, con dispensa della Sacra Congregazione dei religiosi del 6 settembre 1946 per sopperire al difetto dell’età canonica circa gli anni di professione necessari per ricoprire quell’ufficio. In quegli stessi anni è anche Vicemaestro (1946- 1948) e poi Maestro (1948-1952) degli alunni.
Nel 1952 lascia la “Poggerina” per recarsi alla comunità fiorentina dei Sette Santi Fondatori, ove è nominato Viceparroco e assistente dei giovani dell’Azione Cattolica Italiana, fino al 1955.
Il 29 giugno 1955 passa sotto la giurisdizione del Priore generale fra Alfonso Maria Montà (1953-1965) ed è assegnato (insieme ai confratelli Romano Maria Primon e Pietro Maria Raffaelli) alla nuova comunità dei Servi di Maria a San Giovanni in Persiceto (chiamata “Centro missionario”), in provincia di Bologna, alle dipendenze della Pontificia Opera di Assistenza, in una zona «ubi maiores sunt in Religionem comunismi athei ac materialisti impetus» per aiutare il clero secolare. L’anno dopo, il 10 luglio 1956, padre Ricci è nominato Priore della comunità.
L’esperienza del “Centro missionario” di San Giovanni in Persiceto è, a detta dello stesso padre Ricci, il ricordo più bello del suo sacerdozio: così intitola un libretto che scrive in occasione del 50° anniversario dell’Ordinazione presbiterale (7 novembre 1993). Nel libretto troviamo una lunga narrazione dell’esperienza delle missioni “campestri” al popolo, di ritiri al clero e aiuto ai Parroci. La zona era molto difficile: il comunismo era «organizzato» e «amato e seguito docilmente», la gente si era allontanata dalla pratica religiosa e furono uccisi alcuni sacerdoti dopo il termine della Seconda Guerra mondiale. Le missioni durano dalle quattro alle otto settimane, e dopo una settimana o poco più di riposo, si riprende in altre località.
Durante una di queste missioni padre Stanislao Ricci, visitando don Lorenzo Milani a Barbiana, ricorda: «Potei ammirare il suo lavoro con “la scuola di Barbiana”, vidi i suoi ragazzi impegnati a mettere in pratica gli insegnamenti del loro eccezionale maestro. Ricordo che non approvò il fatto che noi avevamo deciso di non entrare mai nella politica, né capì le ragioni del nostro modo di agire».
Molti frati si alternano nell’esperienza, mentre padre Ricci rimane per sei anni ininterrottamente.
Nonostante l’entusiasmo con il quale padre Ricci giudica questa esperienza, all’inizio del 1962 chiede al Priore generale fra Alfonso Maria Montà di rientrare in una comunità della Provincia Toscana: il religioso si rende conto di andare esaurendosi e di non sentirsi più capace di rendere come in principio. In questo frangente emerge la fragilità, che caratterizza la vita di padre Ricci e con la quale impara a convivere.
Nel febbraio 1962 è assegnato nuovamente nella comunità di formazione della “Poggerina”, per svolgere l’ufficio di Maestro di formazione e insegnante degli alunni; dal 1967 è anche Priore della comunità, nella quale rimane fino al 1970.
Nel capitolo provinciale del 1967 è eletto Consigliere provinciale. Per contrasti riguardo alla linea educativa si dimette da tutti gli incarichi nel 1969.
In questa situazione riemerge il suo desiderio di andare in missione, che lui stesso riconosce essere non realizzabile per l’età (superiore ai cinquant’anni) e la mancanza di conoscenza della lingua inglese (la provincia Toscana serviva dal 1913 un territorio missionario in Africa, il Regno dello Swaziland, oggi eSwatini).
Alla ricerca di se stesso, sempre in dialogo con i Superiori, nel febbraio del 1970 esprime il desiderio di «lavorare come parroco in una povera parrocchia degli Abruzzi, dove si sente di più la mancanza di sacerdoti», senza lasciare l’Ordine ma con un permesso speciale: da questa richiesta, afferma, «dipende la mia serenità e la mia pace spirituale». In dialogo con fra Vincenzo Maria Buffon (Vicario generale e Procuratore dell’Ordine) ci si orienta a un anno in una Parrocchia povera della Diocesi de L’Aquila.
Viene invece assegnato alla comunità di Viareggio, come Viceparroco per servire la porzione della Parrocchia di Sant’Andrea a sud del canale, dove era stata costruita la chiesetta dei Sette Santi Fondatori in Darsena.
In Darsena, allora una zona soprattutto di marinai e operai, padre Ricci ha cresciuto nella fede diverse generazioni di giovani: nel suo ufficio teneva la foto di grandi gruppi di giovani da lui accompagnati.
Adiacente alla chiesa e al convento della Darsena c’è una piccola casa di riposo (dedicata a sant’Antonio Maria Pucci) che padre Ricci serve, come pure presta servizio nell’ asilo per bambini.
In questo periodo riassume il nome di Battesimo, Luigi.
La Darsena fu lasciata dai Servi a metà anni Ottanta, proprio in concomitanza con il trasferimento del Ricci dalla casa-convento della Darsena al convento di Sant’Andrea.
Nel 1976 il Consiglio generalizio dell’Ordine si riunisce a Viareggio nei giorni 11-17 dicembre, chiedendo una meditazione quotidiana a padre Ricci.
Durante la riunione della Provincia Toscana del 1978 padre Ricci offre una relazione sul tema: Capitoli, incremento di fraternità e di dialogo.
Nel 1983 – anno giubilare per i Servi di Maria che ricordano il 750° di fondazione – padre Ricci offre all’incontro dei Parroci di Carrara (24 febbraio) una relazione sulla figura di sant’Antonio Maria Pucci.
Durante la Settimana di storia e spiritualità osm del 1993 tenutasi nei giorni 26-31 luglio a Monte Senario, padre Ricci offre una testimonianza sulla sua esperienza di misericordia.
A metà degli anni Ottanta è nominato esorcista dall’Arcivescovo mons. Giuliano Agresti (1973-1990), svolgendo questo ufficio con grande umiltà e incontrando moltissime persone.
Negli incontri personali era sempre di poche buone parole, non si dilungava mai; non mandava via, ma era sempre essenziale.
Nel necrologio ufficiale, il priore generale fra Gottfried Maria Wolff così descrive la personalità di padre Stanislao (Luigi) Maria Ricci: «Uomo di natura esile, non si nascondeva dietro le sue condizioni di salute per sfuggire al lavoro, ma svolgeva qualsiasi ufficio che gli fosse affidato con umiltà; si riteneva indegno di qualsiasi ufficio, che però accettava per senso di obbedienza, manifestando una forza d’animo e una volontà che gli derivavano da un’intensa vita di preghiera e il continuo affidarsi al Signore.
Franco nei rapporti, amava la schiettezza nel confronto coi fratelli, anche laddove il silenzio e il far finta di nulla sembrava essere l’unica strada per un quieto vivere.
Rispettoso dell’autorità dei superiori, si affidava a loro per qualsiasi cosa, certo che per mezzo di essi il Signore avrebbe manifestato la sua volontà.
Padre Luigi si legò in modo indissolubile alla città di Viareggio, sia per il suo ufficio di rettore della chiesa dei Sette Santi Fondatori in Darsena, sia per essere stato vice parroco della parrocchia di Sant’Andrea, ma soprattutto per il suo ufficio di esorcista diocesano, confessore e guida spirituale, divenendo un punto di riferimento non solo per i parrocchiani, ma anche per il clero dell’Arcidiocesi di Lucca e per i fedeli della Diocesi. A lui si rivolgevano con fiducia anche persone di zone vicine e di altre Diocesi toscane, per avere un segno della presenza di Dio nella loro vita. Disponibile per le Confessioni e l’ascolto, non negava mai a nessuno una parola di conforto, un incoraggiamento, una benedizione. I segni d’affetto ricevuti da varie persone negli ultimi giorni della sua vita sono testimonianza del bene che ha fatto, nel silenzio, senza prendersi nessun merito: diceva infatti che era il Signore che agiva.
Padre Luigi M. Ricci incarnava alcuni degli aspetti della spiritualità dei Servi di Maria e sacerdote: preghiera e totale abbandono all’amore di Dio e della Vergine; fedeltà agli impegni assunti anche quando non erano graditi; sorriso, che sempre lo ha caratterizzato; umiltà, non nel senso di sfuggire al lavoro, ma di svolgerlo secondo i doni che il Signore gli aveva fatto; accoglienza: nessuno veniva mai rimandato indietro senza aver avuto una parola buona da lui. A lui si rivolgevano numerose persone per il Sacramento della Confessione, certi di essere toccati dalla grazia di Dio.
Avendo operato molti anni nella città di Viareggio, non si può non pensare a padre Ricci come a un “novello” sant’Antonio Pucci, il Curatino canonizzato nel 1962 e primo parroco religioso ad essere riconosciuto santo dalla Chiesa. Sebbene i tempi fossero diversi, le povertà da affrontare differenti, il fine era il medesimo: ricondurre al Signore ogni persona che incrociava. Se la frase caratteristica del Pucci era: “Non date il pane senza la fede e non date la fede senza il pane”, potremmo dire che la frase che caratterizzava l’apostolato del padre Ricci sia: “Non insegnate l’amore di Dio senza amare, non amate senza insegnare l’amore di Dio”.
A causa dell’età avanzata e delle sue precarie condizioni di salute, negli ultimi tempi ha condotto una vita ritirata nella sua cella; finché le forze glielo hanno consentito, ha cercato di essere presente ai momenti della vita comunitaria.
Assistito amorevolmente dai fratelli della comunità, non usciva più dalla stanza, dove è deceduto il giorno 31 gennaio 2015. Le sue ultime parole, rivolte sia ai fratelli della comunità, sia a quanti lo hanno conosciuto, sono state: “Vi voglio bene”.
I funerali, lunedì 2 febbraio nella chiesa di Sant’Andrea, sono stati presieduti da monsignor Benvenuto Italo Castellani, Arcivescovo di Lucca; con lui hanno celebrato l’Arcivescovo emerito di Lucca monsignor Bruno Tommasi, il priore della Provincia della Santissima Annunziata fra Sergio M. Ziliani, frati e sacerdoti diocesani. La basilica era gremita di fedeli, che hanno voluto testimoniare il loro affetto e il loro grazie al Signore per quanto ha fatto tramite padre Luigi Ricci.
Il corpo di padre Ricci, tumulato nel cimitero della città di Viareggio, è stato trasferito e tumulato il 9 aprile 2015 nella basilica di Sant’Andrea in Viareggio, divenendo ben presto meta di molte persone che hanno conosciuto, stimato, amato padre Luigi Ricci, ricevendo a loro volta un sorriso, una parola di conforto e tanto amore».
Mercoledì 19 marzo 2025 a Viareggio l’Arcivescovo di Lucca mons. Paolo Giulietti ha avviato la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione.


Fonte:
www.diocesilucca.it


Note:
www.padrericci.wordpress.com

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Aggiunto/modificato il 2025-03-18

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