Verbicaro, Cosenza, 15 febbraio 1896 – 27 luglio 1987
Pietro Raimondi nacque il 15 febbraio 1896 a Verbicaro, in provincia di Cosenza e diocesi di San Marco Argentano - Scalea. L’8 gennaio 1907 entrò nel Seminario di Amelia e proseguì gli studi al Collegio Apostolico Leoniano di Roma. Chiamato alle armi per la prima guerra mondiale, fu poi nominato Ufficiale, con il grado di Tenente. L’esperienza vissuta come prigioniero di guerra, dal 25 ottobre 1917 fino all’8 novembre 1918, segnò fortemente la sua vita. Nel 1919 riprese gli studi al Pontificio Seminario Pio X di Catanzaro. Fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cassano allo Ionio il 29 ottobre 1922. Fu nominato vescovo di Crotone, compiendo l’ingresso solenne il 29 settembre 1946. Riedificò le strutture della diocesi dopo il periodo della seconda guerra mondiale, promuovendone in pari tempo il risveglio spirituale. Fu vicino al suo popolo, condividendone le ansie e le aspirazioni anche in campo sociale. Partecipò attivamente alle sessioni del Concilio Vaticano II. Nel 1971, per ragioni d’età, chiese e ottenne di ritirarsi dal ministero episcopale: tornò a Verbicaro, il suo paese natale, risiedendo in casa della sorella Carmela. Il 10 marzo 1986 fu colpito da ictus cerebrale; morì il 27 luglio 1987. L’inchiesta diocesana della sua causa di beatificazione e canonizzazione, per l’accertamento delle virtù eroiche, fu aperta nella diocesi di San Marco Argentano – Scalea il 28 aprile 2024. I resti mortali di monsignor Raimondi, per sua espressa volontà, riposano nel camposanto di Verbicaro, accanto alle spoglie dei suoi genitori.
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Pietro Raimondi nacque il 15 febbraio 1896 a Verbicaro, in provincia di Cosenza e diocesi di San Marco Argentano - Scalea, da Arcangelo e Maria Giuseppa Raimondi. Fu battezzato il 23 febbraio dello stesso anno.
In Seminario L’8 gennaio 1907, il piccolo Pietro entrò nel Seminario di Amelia in provincia di Terni per le scuole elementari. Proseguì poi gli studi presso il Collegio Apostolico Leoniano di Roma. Durante gli studi presso il Collegio Apostolico Leoniano di Roma, il 26 novembre 1915, arrivò la chiamata alle armi. Costretto a partire per il fronte, nella guerra del 1915-1918, fu arruolato e nominato Ufficiale, con il grado di Tenente. Dal 25 ottobre 1917 fino all’8 novembre 1918, sarà poi prigioniero di guerra in Austria. Un’esperienza che segnerà fortemente la vita del giovane chierico.
L’ordinazione sacerdotale Nel 1919 Pietro riprese gli studi al Pontificio Seminario Pio X di Catanzaro. Fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cassano allo Ionio il 29 ottobre 1922.
Il ministero episcopale L’8 maggio 1946, Pio XII nominava don Pietro Raimondi nuovo Vescovo di Crotone. Fu consacrato Vescovo nella Cattedrale di Cassano allo Ionio il 29 giugno. Il 29 settembre 1946, mons. Pietro Raimondi faceva il suo ingresso nella Diocesi di Crotone.
«I devoti di Maria non possono perire» È stata sempre viva, nel cuore di monsignor Raimondi, la sua profonda devozione alla Madonna, alla «Mamma buona», così come teneramente la invocava ed esortava i fedeli: «Andiamo tutti ai piedi della Madonna e sotto il Suo sguardo dolce e materno rinfranchiamo il nostro spirito: facciamo festa, cantiamo, preghiamo, rinnoviamoci nella pratica della vita cristiana, in modo da consolare il cuore della Mamma del cielo». Nel molteplice e complesso lavoro del ministero apostolico da svolgere, monsignor Raimondi curò il risveglio spirituale della città e della Diocesi. Di questo risveglio spirituale monsignor Raimondi fu il promotore e l’anima.
Riedificatore Prima di recarsi a Crotone, monsignor Raimondi fu informato della situazione a dir poco disastrosa di come versava il palazzo vescovile di quella città. Quando monsignor Raimondi arrivò a Crotone, trovò la Cattedrale, l’Episcopio e il Seminario, rovinati dalle incurie del tempo e danneggiati seriamente dai bombardamenti: avevano bisogno di ingenti riparazioni.
L’amore per il Seminario e per i sacerdoti Monsignor Raimondi sin dalla sua prima Lettera pastorale dà indicazioni precise sulle sue priorità pastorali, mettendo in evidenza la fondamentale comunione fraterna con i sacerdoti della sua Diocesi e l’importanza del Seminario e delle vocazioni.
Vicino al suo popolo Monsignor Raimondi sarà a Crotone il Vescovo-Parroco: la porta dell’Episcopio si apriva al mattino e si chiudeva a sera tardi, ognuno aveva la possibilità e la facilità di entrare e di conferire con lui senza attesa e senza anticamera. Sotto questo aspetto il suo ministero è stato veramente sublime, perché monsignor Raimondi si è rivelato un consigliere saggio e un padre affabile con tutti. Chiunque sia andato da lui o spinto da una sofferenza o bisognoso di luce interiore o di sollievo materiale, ha sempre trovato in lui conforto, luce e tranquillità. Senza dubbio è stato questo uno degli spiccati carismi del suo ministero episcopale; sembrava avesse la “discretio spirituum” ossia quel dono altamente carismatico che sa leggere nel più profondo dei cuori e sa dare luce e gioia. Tutti hanno partecipato e goduto della sua scienza, della sua esperienza, della sua santità. Monsignor Raimondi è stato un maestro di vita vissuta, un’anima di grande interiorità, capace di offrire una giusta parola di consiglio ai dubbiosi e di donare un contributo di condivisione e chiarezza nei problemi esistenziali che gli venivano sottoposti, per la luce interiore di una grande fede, vissuta e trasmessa agli altri.
Padre Conciliare Monsignor Raimondi prese parte attivamente al Concilio Ecumenico Vaticano II. Porta la data del 10 ottobre 1962 il documento-tesserino di padre del Concilio. Occupava il posto D 392.
Vescovo emerito Il 21 giugno 1971 alle ore 12.05, monsignor Raimondi convocò il Capitolo della Cattedrale per dare il seguente annunzio riportato dall’Osservatore Romano: «Il Santo Padre ha accolto il desiderio di S.E. Mons. Pietro Raimondi di essere sollevato dal governo della Diocesi di Crotone a motivo dell’età avanzata». La notizia, anche se attesa, non mancò di suscitare commozione fra tutti i fedeli della Diocesi e soprattutto nel Clero, specialmente quando monsignor Raimondi visibilmente commosso, esclamò: «Da questo momento non sono più il vostro Vescovo». Nonostante i tanti inviti per rimanere a Crotone, monsignor Raimondi preferì ritirarsi a Verbicaro, suo paese natale, in casa della cara sorella Carmela. Il ritiro a Verbicaro, il 7 luglio 1971, fu accolto con tanta gioia dalla comunità parrocchiale. Monsignor Raimondi ogni mattina celebrava l’Eucaristia nella centralissima chiesa di San Giuseppe a pochi passi da casa sua e amabilmente si intratteneva con i fedeli amministrando il sacramento della Penitenza o dando qualche buon consiglio. Inoltre, ha sempre presieduto le celebrazioni più solenni nella Chiesa Madre a Verbicaro. Da quando le forze fisiche non gli hanno permesso di continuare l’attività esterna ha celebrato quotidianamente in casa fino alla mattina del 10 marzo 1986, allorché, dopo la celebrazione, fu colto da ictus cerebrale e costretto a letto.
La partenza per l’ultimo viaggio Così rispondeva monsignor Raimondi, facendo riferimento alla sua dipartita da questo mondo: «Le valigie sono pronte per partire: io ci metto tutta la mia buona volontà; aspetto la chiamata del Signore». E in questa serenità monsignor Raimondi ha atteso il Signore. Così il 27 luglio 1987, le campane a festa della Chiesa parrocchiale annunciarono al popolo di Dio il ritorno al Padre del Vescovo Raimondi. Dopo la celebrazione, come da disposizioni di monsignor Raimondi, il suo corpo fu portato a Verbicaro e tumulato nel camposanto accanto agli umili e pii genitori, in attesa della risurrezione finale.
La fama di santità e l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione Dopo la sua dipartita numerose sono state nel tempo le celebrazioni in suo ricordo per tenerne viva la memoria. Al di là delle opere che certamente sono segno e vivo ricordo del passaggio di quest’uomo di Dio, quello che più conta è il grande ministero pastorale che il Servo di Dio mons. Raimondi ha vissuto ogni giorno accanto ai suoi figli insegnando che l’unica cosa importante nella vita degli uomini è l’amore di Dio. Il 28 aprile 2024, nella Chiesa Cattedrale di San Marco Argentano, il Vescovo mons. Stefano Rega dopo aver ottenuto il nulla osta da parte del Dicastero delle Cause dei Santi, ha aperto ufficialmente il processo di Beatificazione Canonizzazione del Servo di Dio.
Preghiera O Dio onnipotente ed eterno, ti ringraziamo perché nel tuo servo il Vescovo Mons. Pietro Raimondi, hai donato alla tua Chiesa un segno della tua santità. Fa che sostenuti dal suo luminoso esempio e mirabile magistero possiamo anche noi amare Gesù e servirlo nei fratelli, con la protezione della Vergine Santissima, da lui invocata con il dolce titolo di “Mamma buona”. Ti preghiamo di concedere a noi, per sua intercessione, la grazia che fiduciosi chiediamo… (chiedere la grazia) perché presto possa essere annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen
Pater, Ave, Gloria
+ Stefano Rega Vescovo
Chi ricevesse grazie per intercessione del Servo di Dio Mons. Pietro Raimondi è invitato cortesemente a segnalarle alla Postulazione: Curia Vescovile di San Marco Argentano-Scalea – Piazza Duomo, 7 87018 San Marco Argentano (Cs) - Tel. 0984.512059
Autore: Can. Giovanni Celia - Postulatore
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